Ciao a tutti! Street Academy continua il suo viaggio in lungo e largo per l’italia per riportarvi le realtà più interessanti. Oggi incontremo Mr Pollo: writer, 26 anni, proveniente da quella che definisce la «ridente, grigia e ostile città marinara di Savona», che, per evitarci lunghe e fastidiose ricerche su google earth, ci ha segnalato essere in Liguria.
Nel suo identikit ci racconta che «tutto nacque nel lontano 1997. Quando in casa, l`hiphop era il sottofondo musicale delle mie giornate. Mio fratello maggiore era uno pseudo B.boy e quando cominciarono ad apparire i primi Aelle(rip) in casa, (credo che le nuove generazoni non sappiano nemmeno di che si tratti) sfoglianvo pagine intere di graffiti. Fu amore a prima vista... una sorta di flash! Così ho pensato: io da grande voglio fare questo! Tra il 1997 e il 2002 ho scritto diversi nomi, ero molto presente nella mia città che ancora non disponeva di un hall of fame legale, per cui la prassi era passare le domeniche pomeriggio le passavo nei fiumi a dipingere sotto i ponti.»
«Durante uno dei tanti viaggi in treno, sempre con block notes e penna Bic a disegnare flop e caxxate, per sbaglio, o per fortuna, uscì questo logo o simil logo, a dir la verità molto fallico, che poteva ricordare appunto, una coscia di pollo. Entrai subito in sintonia con questo disegno, da quel giorno nei miei sticker non appariva più la tag, ma il loghetto della coscia.. e in breve tempo anche il mio nome cambiò.. POllo.. mhh POllon...mhh Mrpollo ok. Ridicolo, grottesco, d’impatto scuramente. Significava mettersi in gioco. Non si trattava della solita americanata o tag fiera con nome da super eroe. La voglia della sfida… da quel momento sarei stato sulla bocca di quei 4 nerd che ai tempi sapevano che scrivevo un altro nome... sai xxx scrive mrpollo... cosa caxxo vorrà dimostrare?!?!?!» Street Academy: «Qual è il tuo rapporto con la strada? Come ti sei avvicinato alle bombolette? Quali sono i tuoi artisti di riferimento?»
Mr Pollo: «Il rapporto con la strada... Adoro la notte in tutte le sue sfaccettature, che sia strada o ferrovia. Basta ci siano luci che facciano scie lunghe e coni d`ombra più o meno marcati. Da ragazzino ero molto attivo, credo faccia parte della crescita di ognuno di noi. A 20 anni diventi spregiudicato: non t’importa nulla, scrivi dove ti va di scrivere senza pensare troppo a quello che realmente stai facendo. Quindi i primi problemi, Savona è una città piccola, tutti si conoscono, scrivi nel posto sbagliato e le guardie s`intesiscono, i controlli, la gente che ti cerca ecc.ecc... Con il tempo, dopo aver ricoperto ogni superficie di sticker e aver creato non poco scompiglio, mi sono dato una discreta calmata. Il comune inoltre ha messo a disposizione alcuni muri in centro città per cui, quando il lavoro me lo permette, disegno lì di giorno, legalmente, ascoltando i commenti non sempre positivi dei passanti.» SA: «Come descriveresti il tuo stile?» Mr Pollo: «Stile... parolona! Definire il mio stile mi manda un po’ in crisi. La ricerca del pulito è quello che più mi affascina. La pulizia delle linee, le outline spesse pulite, colori brillanti. Per esser più chiari: la ricerca del pezzo vettoriale. Il graffito, le lettere e tutto il resto devono, secondo il mio modesto parere, avere il giusto dinamismo nello spazio in cui si trova il pezzo. Amo i pezzi centrati in un muro, come amo il pezzo che segue determinate direzioni per via della superficie irregolare. Per quanto riguarda la ricerca delle lettere, sento di dovere ancora crescere moltissimo. Mi baso su degli standard, lettere stampatello con i che le trapassano, le infilzano, parti che si scompongono. Tutto per dare più movimento alle forme che realizzo. Poi, le due O che compongono la mia tag, sembrano ideate apposta per creare puppet all`interno del pezzo. Nella maggior parte dei miei pezzi le "O" hanno un viso, una bocca o compiono azioni. Questo mi stimola molto perchè mi rendo conto che anche un graffito, di cui non sei soddisfatto, con l`aggiunta di alcuni particolari può prendere "vita". Senza voler peccare di presunzione, non ci sono artisti ai quali mi ispiro. Apprezzo molti contemporanei, partendo dai più celebri e leggendari come Obey, Poch, Bansky e Blu, fino ad altri più "terra-terra", solamente perché ho la possibilità di frequentarli. Credo che in Italia ci sia davvero molta gente che abbia delle qualità enormi solo che, forse, il writing e più in generale la street art non è ancora entrata nella testa di tutti come nel resto d`Europa.» SA: «Come scegli dove posizionare un pezzo? Quanto c’è di esibizionismo e quanto di “voglia di condivisione” nel creare i pezzi in luoghi pubblici?» Mr Pollo: «Diciamo che non ho un grande bisogno di dover ricercare un posto preciso per i miei pezzi, disponendo di Hall in pieno centro città la visibilità è altissima. Capita a volte che ho voglia di fare qualcosa di un po’ più tosto… il vizio rimane sempre. Allora si prendono di mira i muri lungo linea, muri ricoperti dalle peggio cose, adatti a tutto e molto visibili dal treno. Ultimamente su questi sto intervenendo con tag a "biancone e rullo" di notevoli dimensioni. Non si inventa nulla, i muri che precedono le stazioni Romane parlano da soli...=). In questi casi la ricerca dello stile viene a meno, si perde il concetto di artisticità del e subentra l`essere "maschio" ed il concetto del " ce l ho piu grosso io".. La voglia di esser dappertutto, la voglia di esser notato da più persone possibili. SA: «Cosa ne pensi della definizione Street art?» Mr Pollo: «Definire street art... Non fa per me questa domanda. Io mi ritengo writer a tutti gli effetti, io ho fatto le tag, i flop, i throw-up, i wholecar, i top2bottom, gli end2end, i pannelli, i graffiti e tutto quello che deve fare un writer per essere tale. Io, sbagliando forse, ritengo differenti street art e writing. Viaggiano su due canali totalmente differenti e, a parer mio, è sbagliato compararli. Vedo sempre più gente senza la minima cultura dei graffiti, gente che in realtà non sa cosa caxxo sta facendo e che lo fa solamente perché fa figo al giorno d’oggi fare due adesivi carini stamparli, posterizzarli, uscire con il glutolin, appiccicarli a 1 metro d’altezza, postare la foto sul Fotolog e menarsela leggendo i commenti: Nice, Very nice, ohh yea good ph, nice work ecc... Con questo non voglio dire che chi fa poster è sfigato o altro, ma solo che dietro deve esserci qualcosa di solido. Se uno che non ha mai disegnato si mette a fare personaggi con due teste grotteschi e mal realizzati dal punto di vista anatomico cosa mi rappresenta? Capisco che è un ragazzo confuso, che non sa disegnare, che fa le cose pazze perchè evidentemente di meglio non riesce a fare. OK crew si è messa a fare determinate cose nei primi anni del 2000, quando erano 10 anni che facevano graffiti da paura... quella è evoluzione stlistica... ben differente dalla moda o dall`influenza che si trasmette tramite internet. Ora, tutti gli street artist mi odieranno.. ma poco importa perche la mia idea è questa e questa rimane, il giorno che mi metterò a fare determinate cose sarà il giorno in cui mi metterò a disegnare con la mano sinistra. Piccola conclusione... io ho 26 anni, faccio due lavori, dipingo, ho una ragazza e c`è gente che ancora ha voglia di litigare con me per i graffiti? I graffiti sono disegni, vale la pena litigare per dei disegni? Ho conosciuto davvero una marea di persone in 12 anni di attività, quelle che porto dentro sono davvero poche le conto sulle dita di una mano...detto questo, grazie a tutto quello che ho fatto sono arrivato ad oggi, odio l’ambiente che si è andato a creare negli anni, ma nonostante ciò continuo per la mia strada. Come disse un amico: condannati ad esser dannati. Un saluto e un grazie di cuore per questo spazio.»